Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Enigmistica nel medioevo: arte e tradizione

ISCRIVITI

Enigmistica nel medioevo: arte e tradizione

enigmistica nel medioevo

Dopo il primo articolo dedicato alle origini dell’enigmistica, torniamo a ripercorrere la storia di questa arte così affascinante, scoprendone impieghi e tradizioni tra Medioevo e Rinascimento.

Enigmistica: giochi ed enigmi nel Medioevo
Sebbene il Medioevo sia spesso considerato uno dei periodi più bui della storia, fu anche esso caratterizzato dalla passione per i giochi e gli enigmi.

Purtroppo molti di questi sono stati tramandati oralmente e, ai giorni nostri, ne sono giunti solo pochi e rari esempi, per lo più in lingua latina.

Tra questi meritano di essere ricordati i Joca Monachorum, dei brevi testi articolati in domanda e risposta che riguardavano soprattutto tematiche religiose inerenti la Bibbia.
Ma i Joca Monachorum non sono i soli esempi di indovinelli che ci arrivano dal lontano Medioeveo: è, infatti, interessante scoprire come proprio ad un indovinello si imputa l’origine della lingua italiana.

Si tratta del famoso Indovinello Veronese, il cui testo fu redatto da uno sconosciuto scrivano veronese a margine di un codice liturgico tra l’VIII ed il IX secolo.

Il testo recitava così: ”Se pareva boves, alba pratalia araba (et) albo versorio teneba (et) negro semen seminaba”, che tradotto in italiano sarebbe “Teneva davanti a sé i buoi, arava bianchi prati, e aveva un bianco aratro, e un nero seme seminava.”

L’indovinello veronese è stato rinvenuto nel 1924 ed è attualmente conservato presso la Biblioteca Capitolare di Verona.

Curioso di conoscere la soluzione dell’Indovinello Veronese? La soluzione è la “scrittura”: i buoi rappresentano le dita, i bianchi prati rappresentano le pagine, il bianco aratro rappresenta la penna d’oca mentre il nero seme, l’inchiostro.

Enigmistica al tempo di Leonardo: il fascino dei giochi enigmistici nel Rinascimento
Dagli indovinelli ai rebus, il Rinascimento segna la nascita di un nuovo gioco enigmistico. Il merito indiscusso è di Leonardo da Vinci che ha lasciato ai posteri ben 171 rebus, rigorosamente da leggere da destra a sinistra come tutti i suoi scritti.

Eccone due esempi:

“IN; Felce; Setaccio; Perla; More = “Infelice se taccio per l’amore”

“L’amo; Re; Mi; Fa; Sol; La; ZA; Re = “L’amore mi fa sollazzare”

Quasi tutti i rebus compaiono nei manoscritti del celebre inventore conservati alla Royal Library di Windsor.