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enigmistica: anagrammi, enigmi e indovinelli tra ‘600 e ‘700

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enigmistica: anagrammi, enigmi e indovinelli tra ‘600 e ‘700

La storia dell’enigmistica si fa più interessante e ricca a partire dal 1600.

Sono i primi anni del secolo delle grandi scoperte quando il padre della scienza moderna, Galileo Galilei, utilizza un anagramma per comunicare a Giuliano de’Medici la notizia di una nuova scoperta.

Egli era solito utilizzare questo tipo di gioco linguistico per rivelare le sue scoperte: se ne serviva per indicarne la priorità, così come per preservare un certo alone di mistero attorno ad esse.

Anagrammi ma non solo: il seicento, come anticipato, fu un secolo ricco ed interessante per la storia dell’enigmistica. 

Risale, infatti, al 1637 l’opera “La Sfinge, enimmi” realizzata dal toscano Antonio Malatesti: una raccolta di sonetti enigmatici che rievocano proprio la nascita dell’enigmistica.

1637: venne pubblicata La Sfinge, enimmi, opera del toscano Antonio Malatesti, con una serie di sonetti enigmatici la cui soluzione è svelata in una sezione dell’opera chiamata l’Edipo.

Anagrammi: i giochi linguistici che animano il settecento

Poeti, artisti, animano le corti signorili italiane del primo settecento: l’enigmistica continua ad essere un’arte tanto affascinante quanto ricca di testimonianze.

Tra i vari giochi linguistici, particolarmente apprezzati, continuano ad essere gli anagrammi: risale infatti al 1689 l’opera “ Enimmi di Caton l’Uticense lucchese” di Leone Santucci, canonico nella chiesa di San Giovanni a Lucca.

L’opera è particolarmente conosciuta poiché contiene 142 enigmi ed è considerata come la prima vera opera in cui si può “ammirare” l’utilizzo della dilogia, ovvero l’impiego della stessa parola con significati diversi, uno poetico e l’altro che costituisce la soluzione stessa dell’enigma.

Sempre in un contesto religioso nasce la seconda grande opera che contiene giochi linguistici. Si tratta dell’opera “Cento nodi in rima” scritta da Giovanni Satira Bottini nel 1718.

La sciarada: la storia dell’enigmistica si tinge di rosso, bianco e blu

Da molti studiosi ed appassionati di enigmistica, il settecento viene anche considerato il secolo in cui l’enigmistica diventa un’arte conosciuta e praticata anche in molti paesi europei, tra cui la Francia.

Nelle seconda metà del’700 è, infatti, proprio in Francia che nasce la charade, ovvero la sciarada.

Da anagrammi ed indovinelli, con la sciarada, si passa ad una combinazione di una o più parole per formarne un’altra.

ES: tram+ busto = trambusto

La sciarada riveste un ruolo molto importante nella storia dell’enigmistica, in quanto la combinazione delle parole resta una delle tipologie di gioco linguistico più conosciuta.

Essa divenne ben presto un vero e proprio passatempo da salotto con le cosiddette “sciarade” viventi.

Dalla Francia, ben presto, la sciarade arrivò anche in Italia: il primo esempio è riscontrabile nell’opera “Sciarade, Logogrifi e Fredianesche” pubblicata ne 1816 dal cavalier Enegildo Frediani.

Sciarade: esempi e classificazioni

Come anticipato le sciarade si sono presto diffuse anche in Italia e sono state riprese in numerose opere letterarie.

Tra queste, la più recente è senza dubbio, “Harry Potter e il Calice di Fuoco” di J. K. Rowling.

Qui è riportata la seguente sciarade:

La mia prima è la terza di passione, e tre ne vuole la sottomissione, 
la seconda è colei che, amica o amante, del cuore è la compagna costante.
La terza è un albero dalla chioma folta, nobile ramo di foresta incolta.
Ora unisci le tre e dimmi, o tu, viandate: nero, sporco e ripugnante, 
veramente baciarlo è cosa grama, sai dirmi come esso si chiama?”

La soluzione è: scarafaggio
 “S” (terza lettera di “paSsione”; lettera che compare tre volte in “SottomiSSione”    “cara” + “faggio” = scarafaggio

La sciarade ha diverse tipologie, ecco le principali:

  • frase doppia, si differenzia dalla sciarada per il fatto di essere costituita da un’unica sequenza di lettere che può essere tagliata in punti diversi in modo da formare frasi diverse (es.: tre mendicanti = tremendi canti).
  • sciarada alterna è un tipico esempio di lettura alterna, assimilabile all’incastro e all’intarsio, e segue lo schema XX / YY = XYXY (es.: cane / pira = capinera);
  • sciarada incatenata, poi, contraddice addirittura la natura stessa del gioco originario, praticando uno scarto secondo lo schema XY / YZ = XYZ (es.: bis / sogno = bisogno).